Chi siamo e perché siamo qui!

 

Primi anni '70 del secolo scorso.

 

La guerra del Vietnam entra sempre più nelle nostre case attraverso i mezzi d'informazione. Si organizzano le prime manifestazioni per la Pace contro la Guerra, quella del Vietnam naturalmente, che mostra un potente esercito che cerca di schiacciare con la forza un popolo di contadini, rei soltanto di essere una ex colonia che vuole essere indipendente. Genova è una città che ha tutte le caratteristiche per essere "protagonista" di queste manifestazioni di solidarietà internazionale. Non è distante il ricordo del 30 Giugno 1960 e gli ex ragazzi delle magliette a righe, diventati padri di famiglia e sentono il dovere di scendere in campo per aiutare un popolo di un paese lontano che lotta contro l'oppressione straniera in casa propria.

A Genova, a quei tempi, c'era una forte classe operaia: le fabbriche della Val Polcevera, le industrie e la cantieristica del ponente, il porto commerciale e industriale e, c'era un forte Partito Comunista e un altrettanto forte Partito Socialista.

C'era la COMPAGNIA UNICA LAVORATORI MERCI VARIE, la COMPAGNIA DEI LAVORATORI DEL RAMO INDUSTRIALE e il CONSORZIO AUTONOMO DEL PORTO che tra le loro fila radunavano il fior fiore della gioventù lavorativa, di quel periodo, in porto.

Nel Consiglio della CULMV viene eletto Luciano Sossai che con altri consiglieri e lavoratori danno vita al Comitato Italia Vietnam e iniziarono ad organizzare molto manifestazioni per la pace in Vietnam. 

In una di queste manifestazioni venne effettuata una  raccolta di sangue per il popolo in lotta. Le donazioni, eseguite da medici e infermieri, avvenivano in capanne stile vietnamita, fatte costruire appositamente da Luciano. I derivati di queste donazioni arrivavano in Vietnam attraverso canali con l'Unione Sovietica.

Purtroppo l'intervento americano in Vietnam ebbe in quegli anni un' escalation e di pari passo l'informazione sulla guerra aumentò di pari misura. parallelamente il lavoro del Comitato Genovese Italia Vietnam aumentò in maniera esponenziale, molte manifestazioni, fiaccolate, mostre fotografiche, film con dibattito ecc..le assemblee degli aderenti al Comitato erano di frequenza quasi quotidiana e le sale della chiamata della CULMV erano costantemente piene di lavoratori e attivisti del Comitato. in breve tempo uomini e donne di ogni categoria sociale, casalinghe, studenti e pensionati si trovarono uniti nel comitato e manifestare insieme per la causa della pace nel Vietnam.

E' di quegli anni,a Roma, la Conferenza Mondiale della Pace aderente alla Conferenza di Stoccolma (Tribunale Russell) e il Comitato Nazionale Italia Vietnam, guidato allora da Riccardo Lombardi, Giancarlo Pajetta, Franco Calamandrei, invitò il Comitato Genovese a partecipare, una delegazione guidata dal Console Giovanni Agosti e Luciano Sossai partecipò a questi importanti lavori..........

 

 

Sulla rotta dell’amicizia da Genova fino al  Viet Nam

 

Nell'autunno del 1973 salpava da Genova una nave-carretta, l'Australe, carica di tonnellate di materiale per la popolazione del Vietnam, allora in guerra, preceduta e accompagnata da una par­tecipazione della città assolutamente avvolgente: alcuni mesi prima, a Natale, i portuali della CULMV avevano boicottato le navi americane, che erano attraccate in porto senza mai riuscire a scaricare e ripartite con i container (carichi di armi?) con volantini contro la guerra che i portuali infilavano ovunque. «Salivamo come gatti in cima ai container» raccontano. In seguito avevano riempito le piazze per richiamare l'attenzione sui bombardamenti che in Vietnam infierivano sui civili. Piazze molto calde, nono­stante il freddo livido.

In collegamento con gli operai della pianura padana, in particolar modo dell'Emilia, i portuali formarono il Comitato per la pace nel Vietnam, che raccolse materiale per la popolazione in guerra. Tra la gente di mare e di terra fu una gara. I portuali stivarono il materiale in questa nave carretta con il lavoro volontario delle loro braccia, infilando nella pancia della nave ogni ben di dio: dai trattori agli ospedali da campo, alle scuole prefab­bricate, dai medicinali ai quaderni, dai vestiti alle automobili. Fino a che una famigliola, al momento della partenza arrivò di corsa con una 500 carica di giocattoli e il papà con le chiavi in mano. Disse a Luciano Sossai: portatela laggiù, servirà. Tornarono a casa a piedi.

Luciano Sossai era il portuale scelto dalla Compagnia Unica e dall'allora console Giovanni Agosti per portare : l'Australe in Viet Nam. Equipaggio raccogliticcio, viaggio terribile, acque infestate, da serpenti velenosi, i cosiddetti "settepassi" che dopo averti morsicato, ti uccidevano appunto sette passi dopo. Pirati, turbolenze, monsoni.

Arrivarono nella baia di Hai Phong il 9 gennaio del 1974, dopo aver percorso 13 mila miglia e lì, al momento stesso dello sbarco si instaurò, un sodalizio fra Genova e il Vietnam che diede origine ad un legame amoroso sempre vivo di scambi, l'Associazione Italia Vietnam di cui il portuale Sossai è uno dei portavoce nazionali, ma anche amicizie importanti, durature.

Come l'affetto fraterno di Sossai con il mitico generale Giap, quasi centenario, la presenza, spesso al San Mar­tino di Genova, di uno dei migliori me­dici agopuntori del mondo, il professor Nguyen Tai Thu, e di ambasciatori rappresentanti, e di politici vietnamiti spesso nel capoluogo ligure. Come dimenticare?

Quella nave fu la rotta della generosità della città, dei portuali che prestarono il loro lavoro, seguendo la scia della compassione verso le popolazioni civili orribilmente decimate dalla fame, dalla guerra, sfigurate o uc­cise dai diserbanti, torturate nei modi più indicibili come la giovane donna stuprata con i serpenti.

Diari di bordo, reportage fotografici disegni di bambini, documenti ri­costruiscono quell'epopea che Luciano Sossai oggi portuale della CULMV in pensione, presidente del Circolo Rum, ha raccontato a Donata Bono-metti, giornalista del Secolo XIX. Ne è nato un libro, edito da Erga, che verrà presentato oggi pomeriggio alle 16,30 in Regione in piazza De Ferrari, alla presenza del presidente Claudio Bur­lando che ha voluto patrocinare que­sto libro e ne ha favorito la pubblicazione, coinvolgendo la Coop Liguria.

Scritto soprattutto per i più giovani, perché conoscano e non dimentichino. Perché sappiano che pace e solidarietà erano parole già praticate dai portuali e dai genovesi tutti.

Genova - Haipong due porti, una storia

Dal ponte Andrea Doria , nel cuore del  porto di Genova, la motonave Australe , carica di viveri e medicinali salpa, è il 18 novembre 1973. A bordo, a guidare la missione, c'è Luciano Sossai un portuale, come diciamo a Genova un camallo che, con  coraggio d'altri tempi, violando l'embargo USA arriva ad  Haiphong, cento km. ad est di Hanoi. Saigon cadrà solo nell'aprile del 1975.

L'Australe in porto a Genova